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Imu a carico inquilino in affitto

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Il padrone di casa può addebitare le imposte sulla casa all’inquilino nel canone di affitto mensile?

Mantenere una seconda casa è diventato costoso. Tra spese di condominio, manutenzione e tasse, solo la presenza di un inquilino consente di neutralizzare le uscite. Peraltro, l’affitto presenta sempre il rischio “morosità”; in quel caso, oltre al danno, si aggiungerebbe la beffa delle spese legali per lo sfratto. La Cassazione a Sezioni Unite, qualche mese fa, è venuta in soccorso dei padroni di casa consentendo loro di addebitare Imu e Tasi sull’inquilino . Si tratterebbe di traslare le imposte sull’affittuario, imputandole a titolo di sovrapprezzo sul canone. Di recente, la stessa Corte è ritornata sull’argomento stabilendo le modalità pratiche per imputare l’Imu a carico dell’inquilino in affitto. Cerchiamo di capire meglio come agire.

Ti spiegheremo, in questo modo, come scaricare le imposte sulla casa sull’inquilino, quando questo patto è considerato valido e quando, invece, è nullo. Ma procediamo con ordine.

  • 1 Chi paga le tasse sulla casa?
  • 2 È possibile far pagare le tasse a un’altra persona?
  • 3 In caso di affitto si possono far pagare Imu e Tasi all’inquilino?

Chi paga le tasse sulla casa?

Il presupposto dell’Imu consiste nella ricchezza collegata alla proprietà dell’immobile. A pagare l’imposta deve dunque essere sempre il proprietario di casa.

Attualmente, è prevista l’esenzione Imu sull’abitazione principale. Per usufruirne è necessario che nella casa in questione vi sia fissata tanto la residenza formale (quella indicata all’anagrafe comunale) quanto la dimora abituale (ossia il luogo ove si vive per la maggior parte dell’anno) del contribuente e della sua famiglia. Con questo doppio requisito si sono volute evitare le residenze di comodo per non pagare le tasse.

Chi affitta casa, quindi, deve sempre pagare l’Imu.

Anche la Tasi è collegata alla proprietà dell’immobile. I Comuni, tuttavia, possono imputare una percentuale dell’imposta a carico dell’inquilino (bisogna informarsi presso la propria amministrazione di residenza).

Infine, c’è l’imposta sui rifiuti, la Tari, che, invece, grava su chi possiede e utilizza l’immobile. Dunque, se questo è dato in locazione, a pagare la spazzatura deve essere l’inquilino.

È possibile far pagare le tasse a un’altra persona?

Far pagare le tasse a una persona diversa dal contribuente tenuto al versamento è incostituzionale perché finisce per traslare il presupposto d’imposta – la ricchezza – su un soggetto che non ha tale capacità contributiva.

Ciò, però, non toglie che il contribuente si possa far dare da altri i soldi necessari per adempiere ai propri obblighi fiscali. La legge, infatti, impone soltanto che il versamento parta dal soggetto passivo individuato dalla legge fiscale, a prescindere poi da “come” questi si è procurato il denaro.

Tanto per fare un esempio, se non puoi pagare le tasse perché non hai i soldi sufficienti, ben può farlo tuo padre. Ma questi è tenuto a bonificare la somma sul tuo conto corrente. È da qui, infatti, che deve partire l’ordine di pagamento con F24 in favore dell’Erario. Non può essere il genitore a fare direttamente il versamento dal proprio conto corrente, perché non è soggetto passivo di imposta. Il suo eventuale adempimento al tuo posto non avrebbe valore e tu saresti comunque tenuto a versare le imposte.

In caso di affitto si possono far pagare Imu e Tasi all’inquilino?

Gli stessi principi possono essere applicati in materia di affitto: il padrone di casa può farsi consegnare i soldi per Imu e Tasi dall’inquilino, imputandoli a questi a titolo di “aggravio” sul canone di locazione. Si ha così l’addebito di Imu e Tasi a carico inquilino in affitto.

La clausola di un contratto di locazione (sia esso ad uso abitativo che commerciale), che attribuisca al conduttore l’obbligo di farsi carico di ogni tassa, imposta ed onere relativo all’appartamento, manlevando il locatore, è da ritenersi legale. Ma solo a condizione che tale addebito sia stato previsto dalle parti come componente del canone di affitto complessivamente dovuto dal conduttore. Non è, quindi, possibile prevedere che il tributo sia pagato dall’inquilino, ossia da un soggetto diverso dal contribuente passivo (il proprietario di casa).

Articolo letto su sito: La legge per tutti sezione Diritto e Fisco